Che fine ha fatto Mauro Repetto? Ex degli 883

Che Fine Ha Fatto Mauro Repetto
Che fine ha fatto Mauro Repetto? In coppia con Max Pezzali formava il gruppo degli 883, protagonisti della musica italiana che fecero sognare molti teenager all’inizio degli anni Novanta.

Era soprannominato il biondino degli 883 ed era amatissimo dal pubblico italiano. La coppia si divise poco tempo dopo il successo, nella primavera del 1994.

Il motivo ufficiale dell’abbandono è che Mauro “non si ritrovava in quell’ambiente, non sapeva che strada prendere”, il padre sottolineò: “Altro che Uomo Ragno, tu hai ucciso una gallina dalle uova d’oro”. Max Pezzali e Claudio Cecchetto tentarono di convincerlo a rimanere, ma invano.

Mauro Repetto decide di trasferirsi in America per tentare di produrre un film dopo aver frequentato la New York Film Academy, ma viene truffato da un avvocato per la cifra di 20mila dollari.

Tornato in Italia si laurea in Lettere all’Università degli Studi di Pavia. Successivamente si trasferisce in Francia provando nuovamente la strada del cinema senza successo.

Nel 1993 la band pubblica l’album Nord sud ovest est, l’album più venduto di quell’anno. Nel 1994 esce il suo ultimo lavoro con Pezzali, Remix ’94 contenente i successi dei primi due album in versione dance. L’ultima sua apparizione con Max Pezzali, in qualità di partner, si ha in una puntata del Roxy Bar di Red Ronnie, datata 14 gennaio 1994. E’ tornato di recente in scena nella serata ‘Arena Suzuki ’60, ’70, ’80 e… ’90’, il programma condotto da Amadeus, insieme a Max Pezzali nella formazione originale degli 883, facendo cantare e ballare tutti i presenti con i suoi grandi successi.

Sul suo allontanamento dagli 883 Repetto ha dichiarato:
“Si, mi sentivo un pesce fuor d’acqua: in realtà, le canzoni per me erano quasi una scusa per stare insieme con il mio migliore amico; non avevo mai pensato di ritrovarmi in un “can can” che ci aveva trasformato in veri e propri idoli per migliaia di ragazzi.

Mi ricordo che entrai in crisi è iniziai a chiedermi sempre più spesso: “Ma io che cosa voglio veramente dalla mia vita, dal mio futuro?”. In più, mi sentivo senza talento, e ciò accresceva la mia insoddisfazione. Non sapevo cantare, non sapevo suonare…e ballavo come un forsennato.

Mi sentivo inutile, un peso pure per Max, perché quello non era più il gioco di due ragazzi e io non sapevo più chi ero veramente. Stavo impazzendo. Non ne avevamo parlato apertamente, ma lui aveva capito tutto. Mi consigliò anche d’imparare a suonare il basso in modo da preparare le melodie di un nuovo disco, ma fu inutile. Così, il sabato di Pasqua del 1994, dopo esserci visti a casa sua, ci fu l’addio. Ricordo che Max mi disse: “Ok Mauro, ci vediamo lunedì alle 14”. lo, abbassando gli occhi, replicai: “Max, io veramente parto per l’America. Vado a Miami.

Aveva capito il mio disagio. Ci mettemmo d’accordo: lasciai a Max il marchio 883 e conservai i diritti d’autore sulle canzoni pubblicate. Devo dire che ho ancora nelle orecchie le parole che mi disse mio padre la sera stessa a cena: “Sei un matto, altro che Uomo Ragno, tu hai ucciso la gallina dalle uova d’oro”.

Ma che fine ha fatto Mauro Repetto? Dopo il suo trasferimento in Francia per lavoro, lì ha trovato l’amore: ha sposato la designer Josephine e fondato, con lei, una ditta di design. Inoltre porta avanti il suo amore per l’arte e per la musica nei teatri sperimentali della capitale francese.

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